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E’ in procinto di iniziare la nuova stagione estiva di Progetto Aita Onlus all’insegna della solidarietà e dell’inclusione sociale attraverso lo sport e le attività ludiche-ricreative.

Come ormai avviene da oltre 10 anni anche quest’anno la Onlus che in Italia si occupa di organizzare campi estivi inclusivi per bambini e adolescenti con autismo è pronta a lanciare nuove sedi e nuove partnership con strutture sportive di tutta Italia.

Il modello è sempre lo stesso che ha dato ottimi risultati in passato: strutturare collaborazioni con centri sportivi che già organizzano campi estivi per normotipici e attraverso un format consolidato nel tempo, inserire ragazzi autistici nelle varie attività del centro.

Peculiarità del modello sono i tutor Aita che in base alle esigenze dei singoli ragazzi effettuano un tutoraggio in rapporto di 1:1, 1:2 o 1:3 permettendo di fatto la reale inclusione in tutte le attività del centro.

Alle iniziali storiche sedi di Catania, Roma e Milano nel corso degli anni si sono affiancate prima quelle di Napoli, Bari, Siracusa e Sciacca e da quest’anno nuovi summer camp Aita apriranno a Catanzaro, Fondi, Torino, Viterbo e altri due campus nelle città di Roma e Catania.

Per le sedi di Milano, Napoli e Viterbo l’esperienza dei summer camp Aita si inserisce all’interno di un progetto che si chiama “Special Soccer Camp” di Fondazione Milan che da anni supporta il Progetto Aita Onlus nelle sedi di Milano e Napoli.

Di seguito l’organigramma dei Summer Camp Aita in Italia:

Referente Nazionale: Laura Maria Fatta

 

Summer Camp Aita Milano:

Polisportiva Cimiano

Referente: Flavia Cannella

 

Summer Camp Aita Napoli

SSD Europa Napoli

Referente: Veronica Sanges

 

Summer Camp Aita Roma 1

SSD Nuoto Belle Arti

Referente: Valeria Lucarelli

 

Summer Camp Aita Roma 2

Cus Roma

Referente: Giulia Giovagnoli

 

Summer Camp Aita Catania 1

Cus Catania

Referente: Ivana Raneri

 

Summer Camp Aita Catania 2

Centro Sportivo Equipe Club

Referente: Alessandra Bottino

 

Summer Camp Aita Bari

Società Ginnastica Angiulli

Referente: Elena La Fortezza

 

Summer Camp Aita Siracusa

Sun Club

Referente: Ylenia Rossitto

 

Summer Camp Aita Sciacca

Società Sportiva Il Discobolo

Referente: Ivana Dimino

 

Summer Camp Aita Fondi

Le Dune Sport Camp

Referente: Manila Sinapi

 

Summer Camp Aita Catanzaro

Parco della Biodiversità mediterranea

Referente: Chiara Carnovale

 

Summer Camp Aita Torino

Atletico Torino

Referente Giusi Burgio

 

Summer Camp Aita San Martino del Cimino (VT)

TSS-Tuscia Sport Service

Referente: Laura Maria Fatta

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Sport, Campus e inclusione: Modelli di organizzazione e gestione per bambini e ragazzi con disturbi del neurosviluppo, a cura di Luigi Mazzone. Edizioni Centro Studi Erickson, 2017

Una guida pratica che approfondisce due aspetti cruciali per il sano sviluppo dell’individuo: l’attività sportiva e l’organizzazione di campus ludico-ricreativi per bambini e ragazzi con disturbi del neurosviluppo.
Gli autori illustrano i benefici dello sport nei principali disturbi del neurosviluppo e forniscono consigli pratici per strutturare campus che possano andare incontro alle esigenze di pazienti e famiglie.
Il libro infatti descrive le metodologie di intervento di tipo cognitivo-comportamentale negli ambiti presi in esame, una traccia generale di organizzazione e suddivisione del lavoro, le diverse tipologie di campus realizzabili nel panorama italiano.
Completano il manuale utili schede applicative distinte per tipo di campus, fascia d’età e condizioni cliniche.
Il libro sarà presentato il 26 Maggio alle ore 18:00 presso la sede nazionale Marevivo-Lungotevere Arnaldo da Brescia- Scalo de Pinedo.
Interverranno il Dott. Mazzone, ideatore e curatore del libro, il giornalista Gianluca Nicoletti e il Prof. Paolo Curatolo.
L’evento prevede inoltre la presentazione dei Summer Camp Aita 2017, a cura della Dott.ssa Laura M Fatta, coordinatrice dei camp.

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Gli autistici spadaccini si stanno facendo onore, questa è la cronaca di Luigi Mazzone, fiero dei suoi ragazzi che si sono conquistati il podio dalla prima volta che si sono cimentati in un campionato nazionale. E’ una grande vittoria del nostro Gigi e degli spadaccini che lui si è “inventato” dal nulla. Era impensabile prima dell’ “Accademia Lia” che qualcuno mettesse una spada in mano a un soggetto con autismo, ora chiunque può toccare con mano il risultato: anche un autistico è in grado di svolgere un’ attività sportiva agonistica assieme ai suoi colleghi normotipici.
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(LM) Prima gara ufficiale dell’Accademia Scherma Lia al campionato italiano di serie C2 che si è svolto ieri a Foligno. Terzo posto finale su 19 squadre partecipanti con relativa promozione in C1 (le prime 3 venivano promosse). Ha vinto la squadra di Piombino, seconda quella di Frosinone. L’Accademia Scherma Lia ha fatto un percorso netto di vittorie fino alla semifinale dove ha ceduto proprio alla squadra arrivata seconda. Poi ha vinto lo spareggio 3°-4° posto per ottenere la promozione.
Questo il lato sportivo.
Poi c’e’ l’altro lato sociale: Accademia Scherma Lia ha partecipato con una squadra mista di normotipici e autistici a una gara ufficiale. Penso sia una delle prime volte e sicuramente la prima volta nella scherma (dove tra l’altro nell’ultimo consiglio federale è stata nominata una commissione ad hoc per facilitare la pratica della scherma a persone autistiche).
Il resoconto tecnico della gara nel link della Federazione Italiana Scherma
http://federscherma.it/attivita-olimpica/assoluti/risultati/15980-foligno-campionato-italiano-a-squadre-c2-zona-centro-spm/file

ECCO IN 7 LINK LA STORIA DEGLI AUTISTICI SPADACCINI DELL’ACCADEMIA LIA

Tommy e gli altri e Trofeo “Una stella per Marta” dedicato a Marta Russo

Dai Summer Camp al Progetto Rio 2016: Progetto Aita come modello d’inclusione sociale

Il ritorno da Rio degli spadaccini autistici

Diario di bordo dei ragazzi autistici di Accademia Scherma Lia a Rio

I ragazzi dell’accademia scherma Lia sono in partenza per Rio

Rio 2016: Ospedale Pediatrico Bambino Gesù e Accademia Scherma Lia al servizio dei bambini autistici

Accademia di Scherma per bambini con Disturbo dello Spettro Autistico

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Giornata speciale per Progetto Aita Sabato 26 Novembre 2016.
La mattina presso l’Accademia Scherma Musumeci Greco di Roma si sono infatti svolte le ultime riprese del film “Tommy e gli altri” di Gianluca Nicoletti.
Il film racconta storie quotidiane di famiglie che vivono la condizione dell’autismo del proprio figlio.
Per noi di Progetto Aita è stato un grande orgoglio veder partecipare i ragazzi dell’Accademia Scherma Lia invitati per le riprese del film.
Tra di loro ben tre ragazzi che erano stati la scorsa estate a Rio de Janeiro per le Olimpiadi brasiliane.
Il nostro presidente Luigi Mazzone è stato inoltre intervistato per il film da Nicoletti come unico
intervento di un clinico, tra l’ altro molto poco “formale” perché fatto con la spada in mano.

Il pomeriggio grande passerella dei nostri ragazzi dell’Accademia Scherma Lia al Trofeo “una stella per Marta” che si è svolto sempre a Roma presso l’Aranciera di San Sisto.
Il trofeo nato per ricordare la giovane Marta Russo, ex fiorettista prematuramente scomparsa, è stata un bella occasione per i nostri ragazzi per mostrare tutto il loro bagaglio tecnico e umano appreso in questo anno di allenamenti presso la nostra Accademia Scherma.

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E’ stata una calda estate di attivita’ e d’inclusione quella appena trascorsa da Progetto Aita. E’ iniziata a Giugno con l’avvio dei consolidati “Summer Camp Aita” che si sono svolti in sette citta’ italiane e si e’ conclusa a meta’ Agosto con il ritorno dei ragazzi e degli operatori coinvolti nel progetto “Rio 2016”.

I campi estivi di Aita sono la realizzazione di un’integrazione reale e concreta in cui bambini normotipici e quelli con disturbi del neurosviluppo condividono per settimane attivita’ e giochi.
Abbiamo voluto sentire alcuni protagonisti che spesso stanno dietro le quinte dell’associazione ma che realmente sono le colonne portanti senza le quali le attivita’ di Progetto Aita non potrebbero esistere e continuare.
Per dirla con le parole di Ivana Dimino responsabile della sede di Sciaccaimage1 “il summer camp Aita è un cilindro magico, da cui viene fuori la magia più sorprendente: quella del sorridere, del giocare, del trovare uno sguardo di intesa, dell’andare tutti verso un’unica direzione: essere insieme, l’uno con l’altro, l’uno per l’altro, all’insegna dello sport, strumento di coesione e di vera integrazione, senza differenze, senza limiti”. Per Elena La Fortezza responsabile del “Summer Camp Aita di Bari” e’ di fondamentale importanza l’attenzion20160907_115422e al metodo di lavoro, e della sua esperienza riferisce che “l’attuazione attenta del modello organizzativo specifico di Aita, che mira ad offrire, attraverso lo sport, un contesto naturale di apprendimento sociale, ha permesso di ottenere risultati molto positivi sotto differenti punti di vista: relazionali con una maggiore interazione con i coetanei e aumento di comportamenti pro sociali, ma anche risultati sotto l’aspetto comportamentale e quello dello sviluppo delle capacità motorie e coordinative”.
Per Veronica Sanges, responsabile della sede di Napoli “Progetto Aita rappresenta ad oggi un’opportunità in una realtà territoriale che in termini di sostegno e possibilità offre ancora molto poco ai bambini con disabilità ed alle loro famiglie. Un progetto volto all’integrazione sociale attraverso lo sport che ottiene principalmente due effetti positivi: il primo è a breve termine e riguarda semplicemente la frequentazione al campus, ed è evidente in maniera quasi immediata nelle esperienze che vivono i bambini, quando si sperimentano nelle aree che sono per loro più problematiche. Il secondo effetto riguarda la speranza che progetti come il nostro diano in qualche modo visibilità a realtà così delicate nella gestione quotidiana”.

Finiti i summer camp, ad inizio Agosto, alcuni operatori sono partiti per un progetto unico al mondo: portare un gruppo di ragazzi autistici alle Olimpiadi di Rio de Janeiro in Brasile.
Per Laura Fatta coordinatrice nazionale dei summer camp Aita
190537_1947593935486_3084587_nl’esperienza Rio “ha rappresentato un importante crescita formativa anche per gli operatori che hanno avuto modo di affrontare la quotidianità nella gestione dei pazienti autistici sostenendo le autonomie di base e le abilità sociali. Coordinare questo progetto è stata una “benevola follia”, credo, continua Laura, fortemente che il sociale possa rappresentare una frontiera necessaria da percorrere per migliorare la qualità della vita delle persone con autismo”. Esperienza professionale e di vita molto intensa anche per le altre due psicologhe Aita del Progetto “Rio 2016”: Giulia Giovagnoli e Lavinia De Peppp. Giovagnoli afferma che: IMG_3033“ci siamo sorpresi a scoprire come ognuno di loro, a modo proprio, abbia trovato un equilibrio nella vita quotidiana e nel rapporto con gli altri. Ognuno, a modo proprio, si è adattato alle novità e ai cambiamenti, ha creato rapporti di amicizia, ha migliorato le proprie abilità quotidiane. Esperienze come questa insegnano a noi professionisti tutto quello che i libri non sapranno mai spiegare”.
Mentre Lavinia De Peppo felicemente ammette che depeppo“questi ragazzi hanno trasformato le mie preoccupazioni in soddisfazioni. Ho scoperto, vivendoli nella quotidianità, la loro capacità di condividere gli interessi più forti, di fare gruppo ritrovandoli a cantare tutti insieme in pullman, di mettersi alla prova nel superamento di piccole e grandi paure”.

Ivana, Elena, Veronica, Laura, Giulia e Lavinia. Sei esperienze, sei commenti espressi con il cuore e con la mente di chi crede che la vera partita spesso si gioca fuori dall’ospedale in un percorso che continua oltre la cura dove integrazione, inclusione e motivazione verso il futuro sono parole chiave di un percorso di vita.

Commenti che trasudano emozioni e crescita umana, anche degli operatori, e chi ci rendono orgogliosi di aver scelto il supporto sociale come modello di vita, ma soprattutto ci rendono consapevoli di far parte di un grande progetto di vita e di aiuto…anzi di “Progetto Aita”!

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Sono tornati a casa gli otto ragazzi del “Progetto Rio 2016”. Gli ultimi giorni in Brasile sono stati vissuti intensamente insieme agli azzurri della squadra di spada maschile che ha vinto uno storico argento sulle pedane dell’arena carioca 3 del parco olimpico di Rio de Janeiro.
L’ultimo giorno Brasiliano è stato dedicato a un tour che li ha portati a visitare la statua del Cristo Redentore sulla mitica montagna del Corcovado.
Un’esperienza unica quella vissuta dai ragazzi e dai loro operatori. Sicuramente difficile da replicare, ma esempio di integrazione, in un contesto molto complicato come quello olimpico.
Progetti come questo testimoniano quanto sia realistico che ragazzi autistici possano effettuare percorsi di autonomia se ben seguiti e supportati da un contesto ambientale facilitante.
Il grazie di cuore dello staff di Progetto Aita va agli operatori coinvolti: i medici neuropsichiatri Stefano Vicari e Giovanni Valeri, le psicologhe Laura Fatta, Giulia Giovagnoli e Lavinia De Peppo, la maestra di scherma Irene Ive e il nostro presidente Luigi Mazzone che ha visto nascere il progetto e ha creduto insieme a tutti alla sua realizzazione.
Un grazie infine all’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù di Roma che ha supportato in maniera determinante il progetto e ha dato la possibilità a questi ragazzi di vivere un esperienza indimenticabile.