Lo sport per raggiungere
l’integrazione e l’inclusione

di bambini e ragazzi con disabilità

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INSIEME È PIÙ FACILE

Ce lo ripetiamo dal 2001, è il nostro motto.
Da quasi 25 anni questa frase ci accompagna nelle nostre attività, diverse, ma sempre con un punto comune: la divulgazione e la sensibilizzazione rispetto alla neuro diversità e in particolare dello Spettro Autistico.

Insieme è più facile sostenere le famiglie che vivono la atipicità dei loro figli, ma anche fratelli e nipoti. Come portiamo avanti la nostra missione? Organizziamo Campus estivi, eventi, conferenze e incontri con relatori di alto profilo, sosteniamo progetti in cui crediamo, fuori e dentro le corsie degli Ospedali.

Abbiamo strutturato in questi anni un modello d’inclusione preciso che ci accompagna in ogni attività:
• Integrazione tra bambini con disabilità e coetanei a sviluppo tipico
• Formazione specialistica del personale, sanitario e sportivo
• Supervisione tecnico-scientifica durante tutte le fasi di un’attività
• Restituzione e sensibilizzazione sul territorio

VI RACCONTO CHI SIAMO

Parlare di Progetto Aita oggi, significa proiettarmi un po’ indietro nel tempo, a quando è nata in me una volontà precisa quanto, temo, strana da sentire da parte di un medico, ovvero “demedicalizzare”. Una parola bella, DEMEDICALIZZAZIONE, quando sottolinea la necessità di ridurre il ricorso alle pratiche mediche se non sono l’unica strada percorribile e se ci sono altre attività che aiutano una prognosi positiva.

Progetto Aita ha nel suo nome i due elementi che volevo nella Onlus, fin dal primo momento:
PROGETTO, a indicare che pur dovendo avere una struttura organizzativa, un’impalcatura ordinata, coordinata e solida, fosse anche in continuo divenire: un’entità che fa inclusione, essa stessa inclusiva e in progress.
AITA, preso in presto dall’italiano arcaico, per indicare lo spirito di “aiuto” che doveva portare in sé. Aiuto a bambini e ragazzi nella corretta modulazione della socializzazione e della comunicazione, ma anche alle famiglie che hanno bisogno di afferrare una mano concreta, quando il territorio è assente e si vive con maggiore ansia la condizione dei figli.

Il primo Summer Camp Aita nasce dall’ascolto di più famiglie che nel periodo estivo, con la scuola chiusa e le attività sospese, vivevano la stagione abbassando la loro qualità di vita e senza aiuti validi. Con il tempo, la partecipazione e la richiesta di campus estivi realmente inclusivi è cresciuta; il modello degli Aita Camp è arrivato in tante città diverse, da Catania a Milano, a testimonianza di come ci fosse necessità di spazi come questi.

Da medico conoscevo le necessità di questi ragazzi, da atleta sapevo che lo SPORT sarebbe stato un elemento vincente per l’integrazione e l’inclusione, per il suo valore motivante e formativo; la vera sorpresa è stato l’entusiasmo dei diversi contesti sportivi che ci hanno ospitato, la loro richiesta di averci anche negli anni a venire e il loro impegno al nostro fianco per sradicare i pregiudizi nei confronti della disabilità.

Progetto Aita è cresciuto insieme a me ed è oggi una realtà consolidata che ha dato vita e sostenuto diverse attività: dall’arte fino a portare 8 ragazzi autistici alle Olimpiadi di Rio de Janeiro, regalando loro la prima vera esperienza di autonomia. Ma per scoprire quest’avventura e le altre che abbiamo vissuto o quelle che vorremmo vivere vi invito a navigare su questo sito che, sì, ci racconta, ma se vorrete venire a trovarci e a vedere quello che facciamo ne saremo felici.

In ultimo, ma non per importanza, se oggi Progetto Aita è una realtà bella e realmente solidale è grazie alle PERSONE che ogni giorno si sono spese – e si spendono – per la la mission della Onlus. Qualunque traguardo, più o meno ambizioso infatti, ha un limite se non è supportato dalle persone che concorrono a raggiungerlo. Le persone di Aita hanno competenze e storie differenti, tratti distintivi e capacità professionali che sono il punto di forza di Progetto. Ma il sostegno a Progetto è anche quello di chi crede in noi e ci sostiene. A loro, in particolare, va il mio più grande grazie.

Luigi Mazzone

Presidente Progetto Aita

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